
La foto l'ho presa da forumambientalista.wordpress.com.
Di Crozza mi piacciono l'umorismo (quasi) mai greve; l'ironia, anche nel parlare delle cose più quotidiane; la voce calda e pacata.
I suoi sketch e le battute che preferisco:
- il losco individuo che vende, a mariti e mogli infedeli, finte prove di congressi all'estero (la migliore: l'opuscolo sul "convegno sulla vite filettata" che si svolge a Parigi di venerdì, sabato e domenica);
- "Friedman l'economista" che, per dimostrare che molti prodotti non sono affatto aumentati di prezzo con l'inflazione, cita come esempio lo champagne per gatti ("non è aumentato di un solo euro", con forte accento inglese);
-Veltroni che, per essere obiettivo e non dogmatico, finisce per perdere incisività: "A questo noi siamo contrari, ma anche favorevoli; e terremo una linea dura, ma anche morbida...";
- l'imitazione di papa Ratzinger e della sua gelosia per Wojtyla ("frateli e soreli...perché suo accento faceva sorridere e il mio arrabbiare?"); la sua vanità nel provare gli "abiti" nuovi...Crozza ha dovuto sospenderla (e anche a teatro, mentre la eseguiva su richiesta, sembrava francamente impacciato); ma a me non è mai sembrata blasfema, anzi, come tutte le imitazioni riuscite, mi pareva che ne trapelasse una certa simpatia e indulgenza per la "vittima".
- l'imitazione di Renzo Piano che "fa i capricci" e vuole trasferire il porto di Genova Voltri a Bolzaneto, sulle alture.
Nello spettacolo di venerdì Crozza ha spaziato dai fratelli Grimm, alla politica, alla scuola, ai suoi ricordi d'infanzia e da ragazzo. Non un attimo di noia. Ho apprezzato meno le battute su Mr B e le "escort" sia perché un po' facili, sia perché è una faccenda che secondo me suscita più che altro tristezza; e la rappresentazione di Brunetta da inginocchiato, per deriderne la statura bassa: a me, l'umorismo basato sul fisico, semplicemente non fa ridere. E poi, mi sembra che il ministro ne abbia, di difetti per attaccarlo in modo più sottile, senza ricorrere a quello (per lo stesso motivo mi dà fastidio sentire, o leggere, "il nano". Sarà che anch'io sono bassina lol).
Invece ho apprezzato molto, in ordine sparso:
- il presidente Napolitano, "costretto" a firmare un progetto per trasformare in garage il tribunale di Milano; gli scappa da arrabbiarsi,ma è costretto dai due corazzieri a controllarsi, per via della sua alta carica, e a firmare "tentennante" come farà poi scrivere sui giornali.
- Ancora Veltroni che dice: "Noi ma anche tu ma anche voi"; la legge del moto veltroniano enunciata dallo scienziato Zichichi ("il moto di un corpo nello spazio è direttamente proporzionale alla c.....a detta da Veltroni..."); non mi ricordo il resto ma fa ridere lol;
- i fratelli Grimm che si apostrofano l'un l'altro chiamandosi "Ehi, fratelli Grimm!";
- una canzone di Luigi Tenco, che non conoscevo, sul ruolo sociale dell'artista (questa era seria, e molto bella);
- la scuola: i vandali, quando vanno a scuola, restaurano; i nostri bambini devono portarsi la carta igienica ed anche il Bancomat, perché ormai c'è la lista delle cose da comprare;
- ancora "Friedman" che, prendendo esempio dal governo, dato che ha troppe spese taglia su quelle futili e inutili, quindi non sulle meretrici, ma sull'educazione dei figli;
- la differenza tra un figlio e un parlamentare: uno non fa un c....o tutto il giorno e ogni tanto si droga; l'altro è sangue del tuo sangue.
Poi ci sono gli sketch sull'architettura, molto divertenti, dove si sente che parte dei testi di Crozza viene scritta da Vittorio Grattarola, noto, ed evidentemente spiritoso, architetto genovese:
- L'architetto "Fuffas" (invece di Fuchsas) che disegna un esagono insistendo che è un pentagono e e teorizza la costruzione di una casa senza fondamenta - "immaginate una finestrella sospesa nel nulla...sì certo crollerebbe subito, ma quale gioia estetica per il passante!" - Ma a chi ha comprato la casa cosa resta? "Il mutuo!"
_ Il geometra che, con pronunciata cadenza genovese, tenta invano di dissuadere Frank Lloyd Wright dal realizzare una casa proprio su una cascata.
Pubblico genovese "ma" caldo, numeroso e partecipe.
Per me, una serata bella e diversa; a teatro in mezzo a gente che era lì non per mostrarsi, ma per divertirsi senza smettere di pensare.