
L'intraducibile di oggi lo è davvero, nel senso che è una parola da una cultura e da una lingua per noi (per me) molto lontane: l'arabo. Ho trovato questa espressione nel bellissimo libro L'harem e l'Occidente di Fatema Mernissi, edito da Giunti (la mia edizione è del 2000) . Samar, ci spiega l'autrice, è "il gioco del linguaggio nel cuore della notte"; è (anche) una sorta di seduzione atraverso la cultura e le parole: Fatema M. me parla, in particolare, con riferimento alla mitica Shahrazad, molto lontana dal prototipo di donna "dell'harem" tramandato da noi occidentali: lei seduce, infatti, soltanto con le sue parole, con i suoi racconti, insomma...con la testa. Ma questo sarà un altro post lol.
Torniamo a samar, che ha un significato più esteso. Lo lascio spiegare all'autrice del libro:
"Samar è una delle molte parole arabe cariche di sensualità: significa semplicemente parlare nella notte. Parlare dolcemente nella notte può aprire la via a sensazioni incredibili per entrambi i partners. Il samar raggiunge la perfezione nelle notti di luna: 'l'ombra della luna' (dhill-al-qamar) è un altro significato di samar. Nell'ombra della luna, gli amanti si dissolvono nela loro origine cosmica e diventano parte delo splendore celeste. Nell'ombra della luna, il dialogo tra uomo e donna, difficile come può sembrare in pieno giorno, diventa possibile. La fiducia tra i sessi ha più di una chance di fiorire quando l'ordine diurno, teso al conflitto, si attenua. Questa è la speranza che i seguaci del samar sembrano coltivare".
FATEMA MERNISSI
Due parole sull'immagine che ho scelto. Le solite "Arabian Nights", oltre ad essere banali e stra-viste, facevano smaccatamente riferimento al sesso, come se fosse quello l'unico "dialogo nella notte" possibile tra uomo e donna.
La figura rappresenta il samar come me lo immagino io, dopo aver letto l'avvincente spiegazione di Fatema M.:
Uomo e donna fanno un viaggio insieme. Per strada litigano quasi sempre; battibeccano per futili motivi, oppure sono arrivati quasi ad odiarsi, per gravi motivi. Poi scende la notte; si fermano. Uno dice qualcosa all'altro (su un libro letto? sul paesaggio? su una frase bella che ha sentito pronunciare?); l'altro gli risponde. Si guardano. Improvvisamente, si capiscono.






