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sabato 14 maggio 2011

"Dicaah..." - Vorrei comprare un libro... "Un libro, dice??" (




E' uscito il nuovo libro del Rockpoeta, si intitola Pallottoliere Bianco. Si può acquistare online qui , ma a me e ad altri amici genovesi faceva piacere comprarlo in libreria. Così sono andata a cercarlo da Feltrinelli. Ma l'editore (Neuma) è troppo "piccolo" per i loro gusti; abbiamo dovuto insistere parecchio perché prenotassero il libro e lo facessero arrivare.

Fin dall'inaugurazione della nuova Feltrinelli ho avuto molti dubbi. Non ci avevo fatto ancora un post perché è frequentata da amici, e sul mio blog non vorrei ferire le persone che conosco. Ora però,ve lo devo proprio dire. Ma che libreria è che non ordina un libro perché l'editore non è famoso? tra un po' ci diranno: "No, guardi, il libro pesa solo trenta grammi, non abbastanza per noi".

Quei libri accatastati...quelle persone in posa plastica, apparentemente intente a leggere, sempre "in tiro" e ben pettinate...quando noi veri lettori sappiamo che la letttura richiede concentrazione e, anche, un certo abbandono...come diceva una mia, arguta, collega: "I libri messi lì così mi fanno venire in mente la roba da stirare". Cioè mettono ansia, anziché voglia di leggere. E se chiedi un libro i commessi, pur (di solito) gentili, si comportano come se fossero al supermercato: vada al reparto tale, oppure: lo ordini da Internet, mi ha detto uno (ma come?? e la libreria a che serve?).

Come dice l'mpiegata dei Soliti Idioti (mitico programma di MTV): "Va beh". Da BOZZI, antica e prestigiosa libreria genovese, sono più gentili; però fanno anche pagare di più, per via delle spese di spedizione.

Il libro, comunque, è molto bello.

Come saluto a chi ha fatto storie per ordinarlo cito soltanto questo, dalla poesia Blog Resistenza:

Voi
Noiosi e stereotipati benpensanti
Finti ricchi dal cervello
Devitalizzato.

E permettetemi di dirlo: finti intellettuali.

Ciao Gentle Readers, scusatemi per questo ritorno un po' polemico.

giovedì 24 febbraio 2011

EMOZIONI A TEATRO

E' ancora possibile emozionarsi a teatro e Genova, ancora una volta, ci sorprende regalandoci un artista e una performance non riconducibili ai soliti schemi.

Teatro Hops, nel centro storico. Daniele Verzetti, il Rockpoeta. Forte disagio, come voluto dall'artista stesso, per Turismo Vigliacco. Commozione per Col tempo. L'amarezza de Il Drink, accompagnato dall'ironia dei movimenti danzanti del Nostro e della musica.

Emozioni forti, emozioni vere; e insieme la musica raffinata "ma" calda di Gigi Solinas. Due artisti che si intendono al volo; uno spettacolo indimenticabile.

Not for the faint-hearted: non lo consiglio a chi ha il cuore "debole". E nemmeno ai finti intellettuali della nostra, amatissima, città.

venerdì 14 maggio 2010

Madre e figlia

La madre indossa il velo; la figlia è vestita all'occidentale. La madre accompagna la figlia nei pressi della scuola, poi la lascia andare, pronunciando alcune parole in arabo; alle mie orecchie, solo suoni gutturali. Ma un lieve irrigidirsi della schiena-con-zaino (Eastpack, ultima moda), quella camminata che di spalle hanno gli adolescenti quando vogliono comunicarti "Non sento le tue esortazioni; se le sentissi, non capirei; e se pur capissi, non avrei intenzione di ascoltarti" - tutto questo, comunicato con impercettibili movimenti del corpo, mi fa capire che la figlia ha sentito-capito benissimo. Cosa le avrà detto la mamma? "Mi raccomando, ascolta i professori; non te la prendere se quel compagno ti prende in giro; stai composta; quando esci torna subito a casa..." sono le raccomandazioni di (quasi) tutte le madri. Lei, in più, ha la speranza che sua figlia abbia un futuro migliore; che cresca più libera di lei.

O.t:: provo di nuovo a tornare, e per festeggiare questo ritorno (spero non temporaneo), aggiungo al blog gli imperdibili video del Rockpoeta, realizzati a Genova da Giudaballerino.

domenica 13 settembre 2009

No, la festa non è qui.

Oggi voglio ispirarmi al Rockpoeta che spesso fa dei post compositi, raccogliendo più notizie unite poi dal filtro della sua sensibilità e ironia. Io non vi dò notizie, ma voglio parlarvi di due cose diverse, anche perché da troppo tempo non comunico con voi Gentle Readers lol.

In questo periodo le alture di Genova sono state colpite da incendi terribili; alcuni dolosi, altri fortuiti. Il vento trasportava le fiamme e l'odore del fuoco era ovunque; anche in città serpeggiava un senso di inquietudine. Riflettendo sul potere del fuoco, cercavo un modo per esprimere il mio sgomento di fronte al comportamento di chi provoca volontariamente un incendio, per interesse o per pazzia, e mi sono tornati in mente questi versi dello stesso Rockpoeta:

BURN!

A Noi
Va a fuoco l'anima

Piange lacrime vane
Per spegnere quel rogo.

A Noi
Bruciano i sensi
Dal dolore di quell'aria acre
Pungente
Irrespirabile.

Pazzi
O spregevoli guitti di convenienza
Uccidono ettari di sogno
E colori di vita
In un unico grande Forno Crematorio.

A Noi per il troppo calore
Soffoca la nostra bocca
Desiderosa di acqua e di verde

A loro si è ustionato il cervello.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA

L'Angolo del Rockpoeta: BURN!


Questi versi per me dicono tutto, non aggiungo commenti.



Sono reduce dalla Notte Bianca e devo dire che l'ho trovata deludente; cantanti fiacchi, folle da fendere per poi raggiungere eventi banali o insignificanti...i soliti volti...qualcuno mi diceva che ci sono meno finanziamenti degli anni scorsi. Mi sembra che ci sia anche meno entusiasmo, che stia diventando un evento solo commerciale con banchetti gestiti (quelli sì) con efficienza, gadgets pubblicitari per i nostri figli (che si sono divertiti molto di più in tutte le altre serate estive al porto Antico), pubblicità "sparata" sullo schermo negli intervalli tra una canzone e l'altra della volonterosa cantante dei Gossip (e come sfuggirvi, se si è accalcati in mezzo alla folla)?

Io sarò stata stanca, ma ho raccolto diverse voci e mi pare che la delusione sia generale. Forse quest'anno, con il clima di crisi che c'è, sarebbe stato più giusto astenersi dal (presunto) clima di festa; alcuni amici, per questo, hanno scelto di non andarci proprio. E' pur vero, però, che è proprio nei momenti duri che una festa, a party, può risollevare gli animi. Solo che la festa la "fanno" le persone; sono loro che la fanno riuscire o meno. E dev'essere organizzata, anche in modo ferreo, per quanto riguarda pochi elementi essenziali (direi lo spazio, il cibo e il bere): spontanea per il resto. Ora, senza offesa per nessuno, ma forse qui a Genova la spontaneità non è proprio il nostro forte; anche la gioia di vivere poi non si spreca.


So che sietre contrari ad appiccare incendi lol, e che avete amato la poesia di Daniele Verzetti (poiché conosco la sensibilità dei miei Gentle Readers).

E alla Notte Bianca ci siete stati? condividete il mio senso di delusione? e come dev'essere, per voi, una festa?