Ci sono di nuov i pirati in mare. Anche le autorità sono state colte di sorpresa, non è che sappiano bene come reagire.
Poi ieri sera, per errore (giuro!!) mi è capitato di vedere la trasmissione Ti lascio una canzone... Un undicenne dalla voce dolcissima cantava Un anno d'amore, canzone resa famosa da Mina e, a suo modo, sensualissima. Mi sono chiesta: ma tornano di moda le voci bianche, come appunto nella Roma settecentesca? Certo oggi, si spera, non ci sono le relative mutilazioni; ma mi chiedo ugualmente cosa passi per la testa, quale vanità, quale narcisismo, o forse quale VUOTO ci sia nella testa di quel genitore che porta il figlio/a ad esibirsi così in T.V.
C'è il terremoto a L'Aquila e le case crollano, anche l'ospedale nuovo... Io di solito non commento i fatti di attualità, perché non mi considero abbastanza informata. Ma l'insieme di questi fatti mi fa riflettere su una cosa: non è che stiamo tornando al Settecento? Da studentessa era il mio secolo preferito, per via di Fragonard, degli abiti strizzati in vita e dei fascinosi libertini...ma i pirati, i ragazzini sfruttati come voci bianche, l'insicurezza dilagante...un conto è la fantasia, altro avere il sospetto che la nostra società stia retrocedendo a mo' di Benjamin Button.
Poi, però, leggo che grazie anche ad Internet alcuni interventi a L'Aquila sono stati tempestivi ed opportuni... penso che forse i colpevoli della strage, ora che attraverso i media se ne parla, faranno più fatica a farla franca...e mi faccio un appunto mentale: ringraziare di appartenere a questo secolo. Anche perché se fossi nata allora, e donna, credo che mi toccherebbe la sorte di istitutrice...nella migliore delle ipotesi.
