giovedì 16 luglio 2009

GLI INTRADUCIBILI - ?: EAT YOUR HEART OUT, FERNANDA! (PIVANO)





Questo un po' è traducibile: eat your heart out significa, letteralmente, "mangiati il cuore" (fino a non averne più: out), sottinteso per l'invidia (oppure, in senso figurato, "mangia fino a non poterne più": ma questo significato mi interessa meno). Roditi il fegato, potremmo tradurlo con buona approssimazione. Ma l'espressione italiana fa pensare ad una rabbia anche legittima, a preoccupazioni serie di chi si trova in una posizione di debolezza: "Si rode il fegato per le difficoltà economiche/per il lavoro del figlio" ecc., o anche per l'invidia. "Rodendosi il fegato" si possono davvero avere problemi di salute, mentre è improbabile che uno, per quanto invidioso, si divori il cuore da solo (almeno...credo).

Eat your heart out entra a far parte degli "intraducibili" nel suo uso più scherzoso, seguito cioè dal nome di qualcuno per indicare che si è fatta e/o ottenuta una cosa molto meglio di quanto avrebbe fatto l'altra persona, che pure eccelle in quel campo. E' molto usato, ironicamente, nel mondo dello spettacolo: così la mitica Goldie Hawn dopo uno dei suoi balletti: "eat your heart out, Liza Minnelli !" o dopo aver cantato "Bye-bye baby": Eat your heart out, Marilyn! Avrete capito che quando la si usa, di solito, il confronto è impari e a chi lancia la sfida verbale dell' eat your heart out non resta, in realtà, che l'ironia - che non è poco, comunque.
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Aggiungo una postilla oggi, 20 agosto 2009; non perché Fernanda Pivano è morta ieri, ma perché la sua morte mi ha dato occasione di parlarne con una Gentle Reader, la quale mi segnala che questo "intraducibile" non è affatto chiaro. Dunque: "eat your heart out" si usa per confrontarsi, in modo scherzoso, con una sorta di mito, quando il confronto in realtà è impari. Io qui, nelle vesti di traduttrice, mi rivolgevo dunque a lei. Infatti Fernanda Pivano, per me, è (e lascio volutamente il tempo presente) un mito della traduzione; al di là del fatto che la sua "versione" di Hemingway sia stata (mi dicono) superata da altre più attuali, più efficaci, più fighe (scusate volevo dire più cool), lei per me resta il prototipo del traduttore, anche per il suo desiderio di entrare in quel mondo che traduceva, vivendolo in prima persona prima ancora di interpretarlo.
Per dare un altro esempio, un/una blogger con una decina di lettori (tra cui magari sua mamma e suo fratello, non il/la compagno/a che si rifiuta), potrebbe dire: Eat your heart out, Beppe Grillo.

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