domenica 26 luglio 2009

RISPOSTA DI TITANIA AI CINICI (TITANIA'S REPLY TO THE CYNICAL)

Tempi duri per gli artisti, i sognatori, le persone gentili.

Non temo tanto per mio figlio, già temprato fin dal nido dove devi stare attento che non ti freghino la macchinina e se siedi un attimo da solo, temendo che tu diventi "asociale" e (orrore!) individualista vieni subito "animato" con battimani e giochini più o meno educativi.

Non parlo di me, mi reputo una persona realizzata anche se forse, agli occhi del mondo, non è affatto così.

Penso ad amici, a molte persone a me care. La sensibilità, il voler prendersi del tempo per pensare, il desiderio di approfondire una questione prima di pontificare...l'amore per l'arte e il non voler apparire...perfino un certo disinteresse per il denaro ... quelle che un tempo erano qualità, sono ormai oggetto di derisione e, comunque, ostacoli sicuri alla carriera, se non addirittura all'ingresso nel mondo del lavoro.

A volte sembra che il mondo sia dei cinici.

Di chi era al posto giusto al momento giusto, e non per caso. Di chi ha saputo accettare il compromesso. Di chi fa le cose per piacere agli altri. Di chi è nato vecchio. Di chi è cambiato, perché la vita non gli ha dato quello che (secondo lui) meritava. Degli opportunisti e dei cinici.

Bene, è a loro che voglio dedicare questa stupenda leggenda irlandese (e non scappate! poi la traduco!!):


Some men were born with a heart of clay, and they may live quite well.


But some were born with a heart of fire. These men can find no peace, because they want to fly.



L'ho citato a memoria e un po' adattato ("find no peace" è una mia aggiunta basata sull'osservazione empirica)...e qui ve lo traduco.

Alcuni uomini nascono con il cuore di argilla, e possono vivere anche abbastanza bene.

Ma altri sono nati con un cuore di fuoco, e non trovano pace, perché vogliono volare.

S e qualche cinico legge il mio blog (cosa di cui dubito fortemente lol), si faccia pure avanti.

12 commenti:

  1. Commosso fino alle lacrime ( e lo dico seriamente). Non sono un cinico (non sempre lol) ma mi sono "permesso" di "farmi avanti" cmq per testimoniare la meraviglia di questo tuo post che sento moltissimo.

    Quella leggenda irlandese se mi permetti la faccio anche mia. Perché io voglio provare a voltare, perché voglio avere l'aridire di sperare che troverò anche pace. But even I want to fly

    A kiss
    Daniele

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  2. ERRATA CORRIGE.; " a volare" anche se riuscirci di fatto signficherebbe voltare dando infatti una svolta alla mia vita. Lapsus freudiano lol?

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  3. @ Rockpoeta:e me lo chiedi? da come scrivi, credo che questa leggenda ti "riguardi" da vicino. Ciao, grazie per il bellissimo commento.

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  4. Una delle mie citazioni preferite è di Tom Waits, che dice:
    "Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui".

    Volare con le proprie ali.

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  5. Bellissimo davvero questo post.Complimenti, Licia. Un abbraccio.

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  6. Bellissimo post, Licia.
    Hai ragioni a dire che il mondo "sembra" dei cinici. In realtà, penso che il mondo poggi sulle esili spalle di coloro che provano ancora compassione e amore, di coloro che sentono ancora e che non mettono la testa sotto la sabbia e non si nascondono dietro ad un'immagine effimera.
    Le illusioni possono anche essere convincenti e si potrebbe riuscire a mantenerle piuttosto a lungo se ci si sforza... ma sono pur sempre illusioni.
    Belli i versi irlandesi, molto toccanti.
    Grazie Licia.

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  7. Il tuo post mi evoca istintivamente due associazioni: "l'albatro" di Baudelaire e il finale di "Qualcuno era comunista" di Gaber, che riporto qui:
    "Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
    Due miserie in un corpo solo."

    Non smettiamo mai di trovare un buon motivo per cercare di volare!
    Un bacione, Marco

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  8. @ Lucien: sì; altra provenienza, stesso rispetto per i sogni. Bentornato.-))
    @ Kinnie grazie! .))
    @ Enrica: ti ringrazio per le tue parole, è un tema che mi sta molto a cuore.
    @ Marco: molto bella questa citazione di Gaber, non mi ricordavo questo passaggio. E' importante smentire l'amarezza che c'è in queste sue parole; un'amarezza poetica, come di chi si dichiara disincantato ma spera di sbagliarsi. Ciao, un bacione anche a te.

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  9. Ancora per Marco: l'albatro di Baudelaire invece...stupendo, ma tristissimo e, se non ricordo male, senza un filo di speranza. Io spero che non sia davvero quello il destino di chi sogna.

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  10. E oltre a volare, vogliono volare sempre meglio come Il gabbiano Jonathan Livingston.

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  11. @ Alberto: sì, hai ragione: anche imparare a volare dovrebbe essere un diritto. Ciao.-.

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  12. @ tutti: grazie, credo che abbiamo risposto ai cinici.

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